Un cittadino di Caltanissetta invia una lettera rivolta al personale del reparto Chirurgia Generale dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, indirizzando non solo parole di ringraziamento, ma volendo anche porre “l’accento sulla buona sanità”, e complimentandosi con l’intero staff per la gentilezza, la disponibilità e il conforto dimostrato.
“Egregio Dr. Giovanni Ciaccio, ho sentito la necessità di scriverle questa lettera, che estendo al Direttore Generale dell’Ospedale Sant’Elia e alle principali testate giornalistiche della nostra città, per complimentarmi con lei e tutti i suoi collaboratori dopo le dimissioni dal vostro reparto a seguito della degenza di quasi tre settimane. Troppo spesso si sente parlare di malasanità e sui giornali si vedono titoli giganti su tale argomento, ma mai si pone l’accento sulla buona sanità. In questa mia nota voglio, innanzitutto, complimentarmi con il suo staff per l’alta professionalità dimostrata nella conduzione degli interventi e delle successive cure al paziente. Sono sempre stato informato accuratamente di tutto quello che mi stava succedendo e dei passi successivi da parte di tutti i chirurghi. Questo mio pensiero è stato condiviso da molti altri pazienti ricoverati nel mio stesso periodo. Mi preme, però, sottolineare un altro aspetto che, spesso, passa in secondo piano perché diamo per scontato che le attività del personale siano obbligatorie. Mi riferisco alla gentilezza, disponibilità e conforto che tutto il personale del reparto (medici, infermieri e OSS) ha sempre dimostrato, non solo con me, ma con tutti i pazienti. Quando ho iniziato a stare meglio, infatti, mi capitava spesso di fare delle passeggiate nel corridoio e notavo continue richieste di assistenza da parte dei ricoverati alle quali non si sottraeva mai nessuno: tutti a collaborare per il bene del paziente. Non ho mai sentito uno dei suoi collaboratori alzare la voce, rimproverare, negare la propria assistenza ai pazienti. Erano sempre pronti, con il sorriso sulle labbra, per alleviare i dolori sia fisici che morali e, di tanto in tanto, quando un paziente cominciava ad avere meno dolori, riuscivano pure a sollevare il morale con atteggiamenti da padri/madri/persone di famiglia. Mi creda, questa è una cosa, secondo me, che vale tanto quanto una vera e propria assistenza specialistica. Quando si incontrano persone che, approfittando della loro posizione, guardano l’utente dall’alto in basso senza avere la benché minima considerazione, ci si sente oppressi e si sta ancora più male. Da voi, invece, un paziente si sente quasi “coccolato” e ci si sente accompagnati verso la guarigione. Le chiedo scusa se mi sono dilungato così tanto, ma ho ritenuto che un semplice questionario di gradimento non possa esprimere pienamente il senso di ringraziamento nei vostri confronti. Le chiedo, gentilmente, di estendere questa mia nota a tutti i suoi collaboratori, cioè gli “angeli” medici, infermieri e OSS. Grato per tutto quello che avete fatto, vi invio cordiali saluti.” Salvatore Alaimo