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All’inizio mi veniva in mente sempre nel territorio di quella dolce “Contrada Bonanotte” e, chissà perché, pensavo pure a quella mia canzone di Francesco De Gregori sul “Buonanotte fiorellino”, cantandoci come su “…Ti ringrazio per avermi stupito/ Per avermi giurato che è vero/ Il granturco nei campi è maturo… Buonanotte tra il mare e la pioggia/ La tristezza passerà domattina/… Gli uccelli nel vento non si fanno mai male/ Hanno ali più grandi di me/ Dall’alba al tramonto sono soli nel sole/ Buonanotte, questa notte è per te”. E, in effetti, c’è ora un po’ di tristezza su quella campagna di tanti anni fa e, anche, sulla “Masseria Bonanotte”, che è quasi ormai perduta di circa quarant’anni fa. Ci sono alcune foto di 25 anni fa dall’amico professore M. Cassetti, ma si capisce che in quella masseria stava, già, riducendosi e, purtroppo, alla fine di quel tempo irreparabile! Più di 70/80 anni fa, almeno nell’ex feudo Bonanotte si concentrava ancora con un grande sacco di derrate alimentari e, soprattutto, per riuscire ad ammassargli di un loro di grano, senza dimenticarli che ci furono pure un enorme di mucche su quella campagna di 100 salme, come dire di un milione settecento quarantasette mila metri quadri! Dire cosa possa esserci di quella “Bonanotte” che fa pensare come se ci fosse tipo di una esclamazione che non piacesse molto? Ma il nome potrebbe derivare a quell’arabo, o meglio dei berberi? Chi lo sa. Il dottor Giunta, nel suo libro, scrisse che i nomi nelle sue zone erano quasi tutti arabi, e tra cui del “Bonanotte” che ci fosse da un “Buan Ued”, oppure di “Buanuettu”? Ma non è sicuro. Pure ci fosse il nome di quel “Ben Ued”? Cioè al “Padre del fiume”? Chissà. Mentre su quel meraviglioso del “Fiume Gallo d’Oro”, a 500 metri, a sinistra dal “Monte Bonanotte” (407m), che il nome arabo vuol dire di quello “Ued Dur”, cioè di un “fiume torto”, che scorre giù in basso fino al “Fiume Platani”!? Forse. Certo, tutto si è ormai dimenticato di quasi tre secoli fa, che nel feudo della “Bonanotte” del 1749, ci fu, allora, del primo Marchese di Luigi Ruggero Ventimiglia, definito proprio dall’antico comune di Geraci. Pensavamo che ci fosse solo di un unico del Conte Lanza di Trabìa, e che, invece, non sapevamo nemmeno che ci fosse di quel Marchese di Ventimiglia. E, ancora, c’è, pure, un mare di cose da poter fare e da non perdere in quella zona, quasi vicino al Comune di Bompensiere, anche se sono pochissimi quelli che amerebbero un pezzo del territorio, sia da qui, o dappertutto, dalle nostre parti, in basso ed in alto, a destra o a sinistra. E far in modo, non più solo di lavorarci semplicemente nelle campagne, o cosiddetti di quei contadini, (che non ci sono più come tanti tanti anni fa), ma di fargli conoscere a tanti giovani, così per ricostruirne su quel “piccolo paese”, con dei sistemi molto particolari e per iniziargli delle serre da cereali diversi dal solito, e soprattutto, per la frutta nostrana e da quei fiori particolari. Ma anche con dei computer personali per prepararvi su degli elementi essenziali, così come già sanno fare i molti giovani in Olanda, in Danimarca, ecc. Qui, avevamo quasi 18 mila abitanti nel 1957, e adesso siamo così ridotti del 50%, cioè di sotto 9800! E non possiamo e non dobbiamo, assolutamente, farli perdere ulteriormente, ma facciamogli inventare qualcosa e tornarci indietro nelle nostre grandi contrade, sia di quelle più vicine o come un po’ più distanti, dove così eviteremo che non succedano, definitivamente, nei prossimi quaranta/cinquant’anni nella fine del “nostro paese”!? (Alcune foto sulla Masseria Bonanotte del prof. Mario Cassetti; tre foto sull’abbeveratoio da dieci pile nella Cda Bonanotte; una foto della campagna Bonanotte, una foto sul Fiume Gallo d’Oro e 4 sulle cartine Monte, Contrada e Masseria Bonanotte)