La pasta è una delle eccellenze italiane, prodotta da un ampio numero di aziende e venduta in tutto il mondo. Per poter effettuare questo tipo di vendita è necessario confezionare il prodotto in maniera adeguata, in modo che si conservi nel tempo e che siano seguite tutte le norme previste dalle leggi. Non è cosa facile quanto può sembrare, anche perché sotto la categoria pasta rientrano vari prodotti diversi tra loro.
La normativa vigente
Il packaging
per pasta segue tutte le norme previste per gli alimenti in fatto di
confezionamento e distribuzione. È infatti necessario che la confezione esterna
non consenta alla polvere, all’aria e all’umidità di penetrare all’interno,
pena la possibilità che il contenuto si rovini irreparabilmente. La legislazione
inoltre prevede che il materiale di confezionamento della pasta non vada a rovinarne
in alcun modo le caratteristiche organolettiche. Questo significa che è
necessario utilizzare materiali che non rilascino nella pasta odori, sapori o
sostanze di qualsiasi genere. A tale scopo solitamente si utilizza un packaging
a base plastica, spesso polietilene o
materiali accoppiati; questo tipo di tecnologia permette di limitare non
solo il contatto tra la pasta e materiali nocivi, ma anche il passaggio della
luce diretta o dell’aria. Anche la carta è tra i materiali più utilizzati per
il confezionamento della pasta, ma è bene ricordare che i pacchetti spesso
presentano uno strato interno impermeabile all’aria e all’acqua.
Diversi tipi di pasta
Una delle problematiche correlate al
confezionamento della pasta è l’eterogeneità di questa categoria
alimentare. Le aziende infatti producono pasta secca, pasta fresca e varie
decine di formati diversi, per non parlare poi della pasta fresca ripiena. Per
ogni tipologia di prodotto è importante considerarne le caratteristiche
specifiche, ad esempio le confezioni della pasta fresca e quelle della pasta
secca differiscono in maniera profonda. La prima infatti non solo deve essere
conservata in un ambiente fresco, con temperature che non superino i 4°C, ma
essendo ancora fresca è anche molto più fragile e delicata rispetto al prodotto
secco. Per quest’ultimo le problematiche riguardano i diversi formati; ad
esempio la pasta corta viene confezionata verticalmente mentre per quella
lunga, come ad esempio spaghetti o linguine, si prediligono sistemi di confezionamento orizzontali. Il fine è
quello di evitare rotture e offrire un packaging rispettoso della forma e della
tipologia di pasta che andrà a contenere.
Una questione di
marketing
Non dobbiamo poi dimenticare che in commercio non esiste pasta confezionata in sacchetti completamente trasparenti,
che non riportino almeno alcune indicazioni. Queste sono previste anche dalle
vigenti leggi, visto che sugli alimenti è obbligatorio indicare gli
ingredienti, la modalità di confezionamento e di preparazione. All’esterno poi
si stampano sulle confezioni il logo dell’azienda produttrice ed eventualmente
ulteriori indicazioni previste per il marketing dell’azienda. Oggi buona parte
delle confezioni per la pasta sono predisposte in rotoli di film plastico, che
sono preventivamente stampigliate con tutto ciò che l’azienda richiede. Al
momento del confezionamento del prodotto il film viene tagliato e sigillato,
attorno alla pasta che devono conservare.