Col bus urbano offerto dagli organizzatori, gli studenti (classi IV B – V B – V A) hanno raggiunto le sedi. Nel salone del centro Roverella gli studenti hanno ascoltato Lupo, Ispettore del Corpo Forestale, che ha trattato il tema delle piante autoctone della macchia mediterranea.
Presso il Parco Dubini, sapientemente guidati da Marco Albano, Fabrizia Mancuso e Ennio Bonfanti volontari di Legambiente, hanno messo a dimora alberelli di carrubo, quercia e roverella che simboleggiano la solidarietà e l’accoglienza, valori che rappresentano la capacità di mettere “radici solide”,
L’iniziativa ha consentito ai piccoli studenti di comprendere che prendersi cura degli alberi significa prenderci cura di noi stessi e del pianeta che ci ospita e che troppo spesso maltrattiamo e che è necessario attivare comportamenti di salvaguardia dell’ambiente per contrastare le emissioni di anidride carbonica e prevenire il rischio idrogeologico e la perdita di biodiversità.
Gli studenti accompagnati dai docenti Maria Andolina, Deborah Cucchiara, Rosa Fucà, Carmela Manganaro, Maria Grazia Giammorcaro (referente educazione ambientale), Daniela Pititto (assistente alla comunicazione e linguaggio), sono ritornati a scuola arricchiti di un grande bagaglio culturale-ambientalistico e con la consapevolezza che gli alberi sono il nostro principale alleato nella lotta ai mutamenti climatici che provocano sempre più spesso grandi catastrofi con terribili conseguenze per l’ambiente, le specie animali e l’uomo.
L’evento si è concluso salutando i piccoli studenti con un’importante citazione di Victor Hugo: “Siate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici”